Ossitaglio: come funziona e quando utilizzarlo


Come avviene il taglio della lamiera


Il procedimento dell’ossitaglio è sicuramente il più semplice tra le tecnologie di taglio dei materiali metallici. Si rivela efficace principalmente con gli acciai al carbonio e in particolare con gli acciai dolci la cui concentrazione di carbonio si aggira tra lo 0,12% e lo 0,25%.

In questi casi, il taglio della lamiera avviene grazie all’uso di un cannello speciale da cui fuoriesce sia la fiamma necessaria a rendere il metallo incandescente sia il getto di ossigeno puro, indispensabile per alimentare la fiamma. Quando i due getti sono disposti nel cannello l’uno di fianco all’altro, il taglio può essere eseguito in un’unica direzione. Al contrario, se il getto d’ossigeno è centrale e quello della fiamma ossiacetilenica esterno, il movimento può avvenire in qualsiasi direzione.

Il cannello ossiacetilenico può essere manovrato a mano (ad esempio, quando si rendono necessari lavori di demolizione di grandi strutture metalliche) o montato su apposite macchine. In quest’ultimo caso l’operazione di taglio garantisce una buona regolarità dei bordi, importante per successive saldature. Le macchine ossitaglio sulle quali vengono montati i cannelli trovano largo impiego, ad esempio, nei cantieri navali.

Quando si deve tagliare una lamiera con l’ossitaglio, si porta ad incandescenza il punto di inizio del taglio. Bisogna attendere finché tutto lo spessore del metallo non sia stato perforato. Solo a questo punto si può procedere lungo tutta la lamiera per concludere l’operazione. 


La saldatura ossiacetilenica


La combustione di acetilene in una corrente di ossigeno puro genera una fiamma che ha la capacità di raggiungere temperature elevatissime, anche fino a 3 mila gradi centigradi. Per questo, la si preferisce nei lavori di taglio e saldatura dei metalli alla fiamma ossidrica e ad altre forme di fiamma che solitamente raggiungono temperature meno elevate. Per le sue proprietà, la fiamma ossiacetilenica viene sfruttata anche per la brasatura.

La saldatura ossiacetilenica è ampiamente utilizzata fin dai primi decenni del XX poiché non richiede energia elettrica. Per lo stesso motivo, oggi viene largamente impiegata per saldature e riparazioni da effettuare in ambienti privi di corrente o dove non sia possibile farla arrivare per motivi di sicurezza.

Come già detto per l’ossitaglio, anche la saldatura ossiacetilenica può essere eseguita solo su determinati materiali tra cui gli acciai al carbonio, le ghise malleabili, l’alluminio e le sue leghe, il rame, gli acciai inossidabili al Cr e al Cr-Ni.


Il taglio dei metalli al laser


Quando si rende necessario un taglio di metalli di estrema precisione si ricorre a specifiche macchine laser. Questi strumenti vengono adoperati, ad esempio, per l’incisione di lamiere, schede elettroniche, elementi di microelettronica, montature o lavori artistici.

Il taglio dei metalli al laser permette un notevole risparmio di tempo e costi per i successivi processi di finitura. Può essere impiegato in qualsiasi settore dell’ingegneria e della meccanica, ma anche della bigiotteria o dell’occhialeria, poiché è in grado di lavorare su una vastissima gamma di materiali. Non avendo eccessivi costi d’impatto, rappresenta una soluzione conveniente per la produzione di prototipi di piccola e media tiratura.

Inoltre, il laser può essere utilizzato su qualunque spessore e garantisce sempre un taglio netto e preciso, regolare e lucido.

La scelta della tecnica di taglio dei metalli dipende da diversi fattori e dalle necessità aziendali. Oltre alla qualità del taglio, bisogna prendere in considerazione anche i differenti costi, le potenzialità e i limiti di ogni procedimento. Ad esempio, l’ossitaglio è vantaggioso su lamiere molto spesse d’acciaio al carbonio, ma non è consigliabile sull’acciaio inox o sull’alluminio. Il laser, invece, è perfetto su spessori fino a 20 mm, ma dà il meglio si sé nei metalli con uno spessore inferiore ai 6 mm.

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